Volo con tuta alare

Tra gli sport estremi resta sempre al primo posto l’uso della tuta alare, Wingsuit anche Wingsuit flying in Inglese.

Non basta solo il coraggio per lanciarsi da picchi che fanno venire il capogiro a guardare giù, serve ottima conoscenza di volo, pressione, venti e tantissima esperienza pregressa con il paracadute e parapendio.
Il paracadutismo ha visto nell’ultimo decennio una forte impennata tra nuovi amanti di questo fantastico sport, basti pensare che negli ultimo 10 anni il numero di lanci con il paracadute è aumentato del 50% Inghilterra.

Vediamo in cosa consiste e quali sono le attrezzature adatte facendo anche una breve cronistoria dei più grandi nomi di sportivi dediti a questa interessante quanto estrema disciplina che annovera un Campionato del Mondo.
Un nome che senza dubbio resterà nella storia è quello di Mark Sutton (13 aprile 1971 – 14 Agosto 2013), un grande atleta e uomo sportivo oltre che un formidabile stuntman ma anche un  ex militare dell’esercito Britannico.

Noto alla cronaca per via della sua esibizione durante le Olimpiadi estive del 2012 a Londra, occasione in cui apparve come controfigura di James Bond, evento che scatenò senza dubbio la sua grande fama e lo mise sotto i riflettori dei media.
La sua carriera è stata breve ma gloriosa e quanto dichiarano i suoi più stretti amici e collaboratori è che Sutton ha lasciato un grande vuoto in questa disciplina.
Nell’agosto del 2013, Mark Sutton e 20 altri wingsuiters tra i migliori al mondo vennero invitati ad un evento di tre giorni a Chamonix , in Francia.
Mark Sutton era conosciuto come Helibase 74 , l’evento era organizzato da Epic TV, un canale web TV specializzata in sport estremi.
In cambio di filmati dei loro voli l’organizzatore fornì alloggi e l’uso dell’elicottero.

Il 14 agosto 2013, Sutton insieme a Tony Uragallo (entrambi dotati di più telecamere) eseguirono il salto, un breve “warm-up” di volo nei pressi di Les Grandes Otanes, il volo era programmato per durare circa un minuto.
Tuttavia, la tragedia lo ha colpito solo 20 secondi dall’inizio del volo mentre saltava da un elicottero a 3.300 m di altezza, Sutton che viaggiava a velocità prossima ai 249 km / h, virò fuori rotta e si è schiantò contro un costone di montagna.

Sebbene i soccorsi siano stati tempestivi fu impossibile riconoscere Mark Sutton tanto che la perizia si dovette basare sull’esame del DNA.
Le fonti dichiararono che a quella velocità era impossibile sopravvivere all’impatto, Mark Sutton aveva il paracadute ma la fatalità non gli ha dato il tempo di utilizzarlo.

Caratteristiche tecniche

Una tuta alare è generalmente costituita da un doppio strato tessuto di poliammidi posto tra ciascun braccio e il tronco del pilota ed un altro doppio strato posto tra le gambe.
Nel momento in cui il pilota viene investito dal vento relativo – determinato dalla velocità dell’aeromobile o dalla velocità di caduta – ogni strato viene gonfiato attraverso delle bocche poste sotto le ascelle e sotto l’inguine in modo da far assumere alla tuta uno o più profili alari, forme in grado di creare portanza e consentire l’avanzamento.

L’angolo ottimale delle ali tra il busto e le braccia è il risultato di un compromesso.
Infatti, maggiore è l’apertura delle braccia, tanto più aumenta la superficie alare e maggiore è la portanza.
Allo stesso tempo, però, più grande è l’ala, maggiore sarà la forza necessaria per controllarla. Nel corso dello sviluppo di vari prototipi ci si è mediamente attestati su un angolo di circa 80 gradi per le ali delle braccia e 40 gradi per le gambe.

La tuta alare si utilizza in combinazione con le attrezzature del paracadutismo.
Uscire da un aereo con una tuta alare, tuttavia, richiede tecniche specifiche che si differenziano a seconda della posizione e le dimensioni del portellone dell’aeromobile.
Queste tecniche considerano l’orientamento rispetto al velivolo e il relativo flusso d’aria al momento dell’uscita, in modo da evitare di sbattere contro parti dell’aereo o di divenire instabili a causa del forte vento relativo.
Non appena viene investita dal flusso di vento generato dall’avanzamento del velivolo la tuta alare inizia immediatamente a volare. Nel caso di salti da postazione fissa, invece, il pilota dovrà affrontare una caduta verticale di almeno 200 metri prima di poter iniziare ad avere la velocità necessaria a trasformare la forza di gravità in avanzamento.

Ad una quota dal suolo determinata in base al tipo di lancio, il pilota dovrà aprire il paracadute e dovrà raggiungere il punto di atterraggio desiderato utilizzando le tecniche tipiche del paracadutismo o del Base Jumping.

Fonte Wikipedia
controllo-tuta-alare

Fonte immagine: The Guardian

 

BASE Jumping

Il nome stesso indica come si svolge, lancio da una piattaforma fissa con paracadute.
In genere superfici elevate come grattacieli, dirupi scoscesi, ponti, montagne.
Rischio medio

Bodyboarding

Molto vicino al surf, cavalca le onde su una corta e tozza tavola in schiuma poliuretanica idrodinamica.
Rischio medio

Extreme Canoeing & Whitewater canoeing

Corsi d’acqua veloci e con percorsi tra le rocce con cascate a strapiombo per questo sport davvero degno di essere chiamato estremo.
Necessaria grande abilità nell’uso della canoa, conoscenza dei corsi d’acqua e cuore d’acciaio.
Rischio medio

Free Style Motocross

Sport estremo non diffuso in modo particolare, richieste grandi abilità come pilota di moto e regressa esperienza nel motocross.
Evoluzioni aeree che hanno dell’incredibile.
Rischio elevato

Mountain Biking: Downhill

Più volgarmente definita discesa con mountain bike, sport estremo per ciclisti dove sono richieste ottime doti fisiche e biciclette con telai rinforzati, sospensioni con escursioni sino a 200 mm e forcelle speciali.
Ci si lancia a velocità paurose su forti pendii e con terreni scoscesi spesso caratterizzati da lastre rocciose o comunque percorsi molto accidentati sempre con pendenze elevate.
Diffuse le competizioni basate sui minor tempi e posizioni di arrivo.
Rischio medio

Parapendio

Nato nel 1965 è senza dubbio tra gli sport aerei più conosciuti e diffusi.
Richiede una buona preparazione tecnica e ottima conoscenza delle correnti ascensionali, attualmente è uno sport che non risente di calo di interesse.
Dai giovanissimi ai più anziani frequentano intensamente corsi di base.
Molte scuole offrono una preparazione basilare e le prime esperienze di volo in pochi giorni.
Rischio medio/alto

Rock Climbing

Noto anche come arrampicata su pareti rocciose e stretto parente dell’alpinismo, è senza dubbio uno sport affascinate e che gode di grande effetto scenografico.
Non meno sono i rischi elevati per alcuni atleti che eseguono arrampicate ai limite dell’assurdo su pareti verticali.
Obiettivo è scalare picchi rocciosi sino a raggiungere la vetta.
Rischio medio/alto

Sand Boarding

Sport di tendenza seppure limitatissimo ad alcune aree.
Requisiti: come si deduce dal termine è disporre di forti pendii sabbiosi su cui lanciarsi con una speciale tavola.
Sport non diffuso in Italia salvo pochissime aeree.
Rischio medio

Sand Kiting

Per chi ama la velocità, il vento e manovrare un veicolo con ruote.
Un particolare veicolo in lega leggera con 3 ruote, una vela da parapendio e distese sabbiose o laghi salati sono l’essenza di questo sport.
In Italia vede ancora pochi estimatori seppure l’interesse sia in crescita.
Rischio medio/basso

Skateboarding

Uno sport che non vede davvero crisi, senza dubbio e salvo particolari esibizioni acrobatiche non rientrerebbe tra gli sport estremi ma non potevo fare a meno di menzionarlo.
Ormai un cult che ha preso intere generazioni, un vero mondo sportivo, sociale, culturale e artistico che ruota insieme alle tavole e 4 ruote.
Sport adatto a tutti, senza limiti di età.
Rischio medio/basso

Snowboarding

L’equivalente dello Skateboarding ma senza ruote e sulla neve, proprio la neve è l’elemento che in modo naturale insieme alla conformazione del terreno offrono spazi adeguati per evoluzioni estreme ed acrobatiche.
Rischio medio

Snowkiting

Sport sulla neve ove è richiesta buona preparazione sciistica e ottimo controllo della vela.
Il vento è alleato di questa particolare disciplina che richiede distese importanti e non trafficate.
In Italia è ancora scarsamente diffuso.
Rischio medio/alto

Per ognuno degli sport elencati vi sono apposite scuole con istruttori certificati e abilitati, vi suggerisco di rivolgervi sempre a personale preparato e di non tentare come autodidatta certe esperienze che potrebbero mettere a rischio la propria incolumità.
Certo parliamo di sport estremi, ma chi li pratica non è uno sprovveduto, dietro ci sono anni e anni di preparazione atletica.

 

 

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