Se avessero un cervello compatibile, anche le scimmie potrebbero parlare!

I primati sono senza dubbio esseri intelligenti: le scimmie possono imparare a usare il denaro e gli scimpanzé hanno un talento innato per i giochi.
Ma nessun umano è mai riuscito ad insegnare ad un primate a pronunciare una parola.

Gli scienziati sono stati a lungo incuriositi sul fatto che i primati non potessero parlare come noi, fornendo così degli indizi su come i nostri antenati si fossero evoluti riuscendo a comunicare (che è uno dei nostri più potenti adattamenti).
Recentemente, sulla scia di quella che sarà la trilogia del “Pianeta delle Scimmie”, un gruppo di studiosi ha scoperto che le scimmie in realtà avrebbero un tratto vocale che, se saputo usare, gli permetterebbe di parlare, a differenza di altri primati che non sono provvisti dei necessari collegamenti posti nella parte destra del loro cervello.

“Il tratto vocale di una scimmia sarebbe perfettamente adeguato per la produzione di centinaia o migliaia di parole”, ha detto W. Tecumseh Fitch, uno scienziato dell’Università di Vienna e un co-autore di questo nuovo studio, perchè contiene gli stessi nostri elementi, dalle corde vocali alla lingua ed alle labbra, ma ha geometrie diverse!

Questa differenza ha fatto discutere gli scienziati sulla possibilità che i primati potessero emettere dei suoni per formare dei discorsi.
Nel 1960, Philip H. Lieberman, ora professore emerito della Brown University,  studiò così approfonditamente il tratto vocale di una scimmia da ottenere un rendering tridimensionale!
Usò delle formule acustiche specifiche per determinare quale tipo di suono il tratto vocale avrebbe prodotto, poi provò delle variazioni basate sulle stesse formule, facendo delle comparazioni in base a come le scimmie, viventi, aprivano le loro mascelle e muovevano le altre parti dei loro tratti vocali.

In un altra ricerca il Dr. Fitch (un ex studente del dottor Lieberman), in collaborazione con Asif A. Ghazanfar (un neuroscienziato di Princeton), arrivarono ad una conclusione molto diversa, esaminando dei video realizzati con uno scanner a raggi X portatile sulla specie dei macachi.
La ricerca, denominata “I tratti vocali delle scimmie sono discorsi già pronti per l’uso”, aveva come obiettivo quello di valutare il range dei suoni che le scimmie potevano emettere da sole.

Gli scienziati selezionarono ben 99 fotogrammi di questi video a raggi X per studiarli in modo più dettagliato, mappando il contorno del tratto vocale in ogni immagine e generando con il computer un rendering tridimensionale.
Poi li usarono per modellare i suoni che una scimmia avrebbe potuto fare spingendo l’aria attraverso quel determinato tratto vocale, concludendo che le scimmie, in teoria, potevano emettere 4 vocali distinte: o, e, a, u.

Quindi, cosa impedisce a queste scimmie di parlare?

I due ricercatori sostennero che la chiave per l’acquisizione del discorso stava nel cervello.

“Se avessero un cervello compatibile, anche le scimmie potrebbero parlare emettendo un frase comprensibile”!

I nostri antenati hanno evoluto degli speciali circuiti cerebrali, in modo da imparare nuovi suoni, come accade del resto nei bambini.
Gli esseri umani hanno quindi anche sviluppato una serie speciale di tessuto nervoso per il controllo del loro tratto vocale.

In attesa di scoprire quale sarà la verità, intanto potremmo consolarci guardando questo trailer tratto dal nuovo film di Matt Reeve “War for the Planet of the Apes”, che uscirà il 14 luglio del 2017!

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