Myfacemood - Google manda i robot a scuola

Google ha investito 1.5 milioni di dollari per insegnare ai robot

Mentre i robot sono sempre più bravi a vedere, sentire e capire il mondo che li circonda, sono ancora abbastanza impotenti quando si tratta di interagire con gli esseri umani. Lottano per aprire le porte, per scendere le scale, o per mangiare con la forchetta.
“Le loro capacità di azione e di manipolazione impallidiscono in confronto a quelle di un bambino di due anni”, spiega Abhinav Gupta, professore di robotica della Carnegie Mellon University.

Gupta e il suo team, sperano di cambiare questo paradigma!
Infatti il loro approccio è quello di permettere ai robot di giocare con degli oggetti fisici e di esplorare la loro capacità di raccogliere e di sollevare come farebbe un bambino.

“L’interazione con il mondo reale ci espone ad un sacco di dinamiche visive. Gli studi psicologici hanno dimostrato che se la gente non può influenzare ciò che vede, la comprensione visiva di una scena è decisamente limitata. “, ha detto Lerrel Pinto, uno studente di dottorato di ricerca in robotica che fa parte del gruppo di Gupta.

Gupta ha mostrato con una demo i risultati ottenuti alla Conferenza Europea sulla Computer Vision lo scorso autunno, e questo lo ha aiutato ad ottenere una sovvenzione per tre anni di 1.5 milioni dollari come “premio di ricerca mirata” da parte di Google.
I fondi saranno usati per aumentare il numero di robot che utilizzeranno una banca dati più ricca dalla quale imparare.

“Se è possibile ottenere i dati più velocemente, si può provare molte più cose, come diversi quadri di software ed algoritmi diversi, inoltre l’apprendimento che avviene su una sola unità, può essere condiviso con le altre”, ha aggiunto Pinto.

Il team sta studiando delle tecniche d’avanguardia per accelerare il processo di apprendimento.

Un approccio utilizza una serie di abilità, ad esempio quella spingere un oggetto, per poi portare il robot ad un’azione completamente diversa come quella, successivamente, di afferrarlo.
Un altro approccio è conosciuto come apprendimento contraddittorio, nel quale un robot cerca di afferrare un oggetto mentre un altro cerca di impedirglielo.

Pensate ad un’atleta che si allena con maggiore resistenza, o un genitore che insegna ad un ragazzo ad acchiappare qualcosa incrementando piano piano il livello di difficoltà…

Finora i robot addestrati contro gli avversari che gli sono stati posti davanti, hanno mostrano significativi miglioramenti nelle loro abilità rispetto a quelli che si allenano senza opposizione!

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