Come hanno fatto Siri, Alexa e Cortana ad essere state chiamate così!

Siri, Alexa, Google e Cortana… Ecco gli assistenti digitali creati dalle più grandi aziende tecnologiche del mondo!

Ormai sono diventati parte della nostra vita quotidiana!
Ma abbiamo mai preso in considerazione il motivo per il quale sono stati chiamati così?
Perchè le storie che stanno dietro questi nomi sono più complesse di quanto si possa pensare…

Cortana stava quasi per chiamarsi Alyx ed a Steve Jobs non piaceva il nome Siri…

Il motivo per cui nomi come Siri, Cortana e Alexa sono prevalsi, è perchè avevano a che fare con decisioni ingegneristiche o di marketing.

Ma cosa c’è in un nome?

Quando una società di tecnologia cerca di nominare un assistente digitale, esamina diverse cose. Si desidera un nome che è unico per poterlo distinguere, ma che sia anche facile da ricordare!
Nel caso degli assistenti di attivazione vocale, il nome deve essere facile da pronunciare, ma non così comune in modo da non essere innescato involontariamente.

Inoltre deve sembrare abbastanza “diverso” per distinguerlo dalle altre parole di un discorso che si sta facendo, anche se sussurato o coperto da voci di sottofondo.
La “x” in mezzo ad Alexa e la cadenza di tre sillabe di “Cor-tan-A”, sono particolarmente esemplificative. Infine il nome scelto ha bisogno di adattarsi al marchio della società, o alla marca che si sta cercando di creare.

Questi assistenti condividono anche un’altra caratteristica:

almeno come impostazione predefinita, sono tutte dotati di voci femminili…
Alcuni esperti dicono che le voci femminili “suonano” più gradevoli, mentre i più cinici dicono che l’idea di un assistente femminile gioca piuttosto bene con gli stereotipi esistenti. Anche se entrambe le affermazioni sembrano controverse, è abbastanza chiaro che le voci femminili fino a ora, rappresentano lo standard del settore per gli assistenti vocali.

Se Amazon, Apple, Google e Microsoft hanno stabilito uno standard per come gli assistenti devono essere, c’è una nuova generazione di aiutanti digitali in attesa…
Samsung, che prima ha introdotto Viv insieme ai creatori di Siri, dice di avere un nuovo assistente chiamato Bixby.
Nokia potrebbe essere al lavoro su un proprio assistente di nome Viki e Facebook sta lavorando su un assistente chiamato “M”, al quale solo pochi utenti del social hanno accesso.

AlexaAlexa

Prima che Alexa si chiamasse definitivamente così, in origine l’idea per l’assistente venne dalla fantascienza.
L’obiettivo, secondo David Limp, vice presidente senior di Amazon che sovrintende Alexa, era quello di creare un dispositivo in grado di “replicare il computer di Star Trek”, in modo da rispondere a qualsiasi comando.

Le radici del nome Alexa risalgono comunque da molto più lontano rispetto a Star Trek.
Il nome, secondo Limp, è stato quindi scelto anche allo scopo di evocare la leggendaria Biblioteca di Alessandria dall’antico Egitto.
Nonostante ciò, è stato necessario un po’ di tempo affinché le persone si potessero comunque abituare…
Scegliere questo nome è stato importante, perché ha aiutato a costruire una personalità per l’intelligenza artificiale.

Siri iPhoneSiri

Il più famoso degli assistenti digitali e la sua storia di aiutante artificiale, è ormai ben nota! Originariamente, creato come parte di un progetto di enorme intelligenza artificiale all’interno dell’iniziativa PAL di DARPA (Personalized Assistant that Learns – Assistente Personalizzato che apprende), Siri fu esclusa dall’ Istituto di Ricerca Internationale (SRI) nel 2007.
Ma presto catturò l’attenzione di Steve Jobs, così nel 2010 la Apple acquistò la società.
Ma la storia del nome Siri risale ai primi giorni della società come Startup!

“Essendo una startup, volevamo qualcosa che fosse facile da ricordare, breve da digitare, comodo da pronunciare, un nome umano ma non troppo comune. E volevamo essere in grado di ottenere il nome a dominio senza spendere troppi soldi”, ha ricordato in un post su Quora il cofondatore di Siri, Adam Cheyer!

Il CEO norvegese di Siri, Dig Kittlaus era un fan del nome, perché in norvegese significava “una bella donna che porta alla vittoria”.
Ma non tutti furono conquistati così facilmente! Infatti a Steve Jobs non piaceva il nome Siri e lo mantenne solo perché la sua squadra non aveva un’ alternativa migliore!

“E ‘stato per tutti una grande sorpresa che Apple abbia deciso di mantenere il nome originario per il lancio di iOS. Anche perchè fino alle ultime settimane, c’erano ancora molta indecisione”, dice Cheyer.

CortanaCortana

Per quanto riguarda l’assistente di Microsoft, non c’è mai stata intenzionalmente l’idea di chiamarla Cortana.
Almeno non in modo permanente…

Reso famoso dalla assistente artificiale con lo stesso nome in Halo, Cortana fu semplicemente il nome in codice.

“Durante i suoi primi giornira, era solo un nome in codice dato al progetto”, ricorda Deborah Harrison, uno dei primi membri del team editoriale di Cortana.
L’azienda, che fino ad allora aveva dato a molti dei suoi nuovi prodotti dei nomi piuttosto blandi, ha ottenuto inaspettatamente una risposta molto positiva riguardo all’idea di un assistente digitale chiamato Cortana.
Harrison rivela inoltre, che la scelta del nome è stata fatta anche a causa di altri motivazioni:

“Eravamo alla ricerca di qualcosa che avesse la cadenza giusta per il riconoscimento vocale, in modo che al momento della pronuncia del nome del sistema, si potesse facilmente distinguerlo da altre parole”.

Microsoft infine ha ceduto, ma solo a poche settimane prima del debutto di Cortana nell’aprile del 2014, e solo dopo aver considerato anche altri nomi come Naomi e Alyx.

Assistente GoogleGoogle Assistant

L’assistente di Google è semplicemente “Google”.
Che può sembrare molto poco originale, ma è parte di una strategia!
Google ha preferito far pensare alle persone che il suo assistente fosse dunque un’estensione del motore di ricerca e degli altri prodotti, piuttosto che un prodotto separato con una propria “personalità”.

L’assistente infatti che si trova nell’icona dell’ altoparlante della Home Page di Google, dei telefoni a pixel e nella App di messaggistica Allo, ed è destinata ad essere sia una mix tra una versione iperpersonalizzabile ed di maggior utilità dei servizi Google che sono già in uso.

“Il proprio Google personale”, recita lo slogan della società!

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